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Lingua e identità di popolo

 

         La lingua non è solo un fatto estetico.

 

         La lingua e la sua purezza rappresentano il legame psicologico e psichico di un popolo con la propria terra.

 

         Senza identità linguistica non c’è identità territoriale; e senza identità territoriale non c’è identità civica.

 

         Un popolo senza identità civica è un popolo che non può rispettare la propria terra. Ciò significa che i popoli meno identitari sono anche meno “civili”, ossima meno “educati”, meno capaci di rapportarsi in modo gradevole (a almeno non sgradevole) con i propri concittadini. Chi non avverte il Noi al di sopra dell’ego, non sa di essere parte di un gruppo, e quindi non sviluppa la capacità di dare e ricevere l’hegeliano (o berniano) “riconoscimento”. Più facilmente cade in quella che il filosofo Sergio Cotta chiama “metafisica della soggettività”. Quest’ultima porta l’ego a percepire nell’altro – non il “prossimo”, grazie al riscontro del quale io mi realizzo ed esisto – ma soltanto il “rivale”, colui che respira la mia aria e coglie – sottraendolmele – le mie opportunità.

        La “metafisica della soggettività” è la malattia mortale dell’attuale civiltà occidentale. Quelli che ne sono affetti non riescono a sviluppare “caritas” verso la comunità e il suo patrimonio.

        Per fare un esempio pratico sfasciano più facilmente le panchine e sporcano più facilmente le strade; schiamazzano più facilmente sotto le finestre di chi dorme, usano più facilmente il turpiloquio. Insomma hanno meno inibizioni nel “dare fastidio”, perché non sentono che il gruppo li contiene, e che ciò che appartiene al gruppo è anche roba loro, di cui aver cura.

       Per quanto questi comportamenti de-costruttivi esistano anche presso popoli storicamente più identitari del nostro, negli individui  che tali comportamenti adottano, la matrice è la stessa: una carenza di senso comunitario e di appartenenza. E’ ovvio che chi è carente di conoscenza tout-court non comprenderà tutto questo, anche se appartiene ad un popolo tradizionalmente molto identitario. Gli “animali”, i rozzi e gli autodistruttivi non appartengono a nessuna cultura.

       Per contro, presso un popolo poco identitario, anche i più istruiti possono mostrare carenza di senso civico (è il caso dell’Italia). Ridare ai cittadini questo senso della comunità, anche attraverso la riscoperta e la difesa della propria identità linguistico-culturale, dunque, è un reale operare a favore del civismo.

       

 

       SEGNALATECI OGNI CASO DI INUTILE  IMPIEGO DI TERMINI ANGLO-AMERICANI CHE COGLIETE NELLA TELEVISIONE, NELLA RADIO, NELLA STAMPA, NELLE PUBBLICHE CONFERENZE, IN OGNI FORMA DI COMUNICAZIONE PUBBLICA E ANCHE PRIVATA.

 

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