La crisi strutturale della Sinistra

La sinistra continua a ignorare la crisi “strutturale”

da l’ “Avanti!” , 14 maggio 2009

 

La crisi della sinistra è molto più grave persino di quanto pensassi. Lo si è visto nella sua cruda vastità proprio in questi giorni in cui Franceschini e la Melandri hanno fallito l’ultima e la più clamorosa delle sfide: quella che riguarda i residui ideali più “morali” della cultura progressista.

Persino facendo appello ad essi, hanno fallito. Si sono appellati agli eterni (?) principi dell’uguaglianza e della solidarietà, indicando al ludibrio del popolo l’atteggiamento duro del ministro Maroni e dello stesso presidente Berlusconi verso gli aspiranti immigrati clandestini; hanno gridato allo scandalo e al razzismo verso il Berlusconi che – in verità in modo abbastanza ardito – respinge l’ipotesi di società multietnica e rimanda in Africa gli ennesimi barconi di ignoti individui privi di documenti e di garanzie d’onestà (ciò che ai nostri nonni emigranti si faceva puntualmente da parte delle autorità americane ed europee). E, malgrado queste sacre parole d’ordine, non hanno scosso nessuno.

I sondaggi in proposito continuano a dare il 66% di italiani che appoggiano queste azioni del governo e il misero 34% che dà ragione a Franceschini e compagni.

So che è di cattivo gusto recitare la parte del primo della classe secchione e acido che corona ogni evento con un “ve l’avevo detto io”. Nondimeno, mi stupisco per primo a ricordare certi miei interventi nei convegni del Psi, all’indomani delle elezioni del 1992 (lo scandalo Chiesa a Milano aveva appena fatto iniziare Mani pulite, senza che nessuno potesse immaginare che da quel fatterello sarebbe crollata l’intera prima Repubblica).

In quei miei atipici discorsi – peraltro incredibilmente applauditi – io cercavo di avvisare compagni e dirigenti che i prodromi del secondo millennio stavano presentando all’Occidente dei problemi del tutto nuovi. E quei problemi erano problemi “di destra”. È bene ricordare che a quei tempi la parola “destra” si attribuiva – per giunta con grossolano errore semantico – soltanto alle sparute truppe del Msi nostalgico del fascismo. Eppure io

vedevo – al di là della tenuta elettorale del Msi e della crescita della Lega – aumentare nella gente delle paure nuove. Dalle quali deducevo che gli Italiani del 2000 si sarebbero preoccupati più della delinquenza e dell’immigrazione selvaggia che della “giustizia sociale”. E che i partiti democratici dovevano prepararsi a rispondere a questa richiesta, dismettendo le vuote parole d’ordine comprensiviste, e rispolverando una sana severità giacobina, poiché – dicevo – ai negozianti taglieggiati e alle donne spaventate dalla violenza metropolitana non giova a nulla parlare di democrazia: essi la democrazia non la vivono né la godono.

Gli attuali richiami di Franceschini e Melandri agli ideali egualitari avrebbero avuto un enorme successo negli anni ‘70. Ma quella stessa gente che allora rispondeva a questi richiami, oggi – fattasi anziana – ha l’impressione che siano parole vuote davanti all’insicurezza incombente.

Tanto più che all’immagine di un’ immigrazione selvaggia si può facilmente collegare anche l’idea di un aggravarsi della crisi economica. E a giusta ragione. Perché – ad esempio – se sul nostro sistema sanitario (che si regge sulle tasse dei cittadini attivi e regolari) piovono un bel giorno centinaia di migliaia di clandestini – che devono comunque essere curati, ma che non sorreggono con i loro contributi quelle strutture – quest’ultime collassano, semplicemente.

Questa è pura matematica, il razzismo non c’entra niente. Lo stesso si può dire del sistema poliziesco pagato dagli italiani per difendere l’ordine e la sicurezza. Se si decuplicano i delinquenti, perché troppi ne arrivano dall’estero e non sono neppure schedabili, ecco che il sistema sicurezza collassa. Con tutte le implicazioni economiche che ciò comporta, perché per

dilatare a sufficienza quei sistemi, gli italiani dovranno pagare sempre più tasse… o rassegnarsi al danno di avere sanità e polizia inefficienti.

Ecco perché la sinistra “non funziona più”. Non è una questione di errore di comunicazione o di stile. È proprio che le sue idee, dopo decenni di assurda mescolanza di autoritarismo marxista e libertarismo romanticoide, in questo momento storico, sono state messe in secondo piano da emergenze diverse. E se si continua a parlare come negli anni ‘70, si può avere un’attenzione sempre più minoritaria. Ma la sinistra odierna non sa parlare altro linguaggio che quello, nato dal ‘68 e dai suoi sogni infantili. E questo vuol dire che non è  più spendibile per questi tempi.

Di questo diverso orientamento, in realtà, si era reso conto Bettino Craxi, che infatti fu sempre rimproverato dai comunisti di essersi “spostato a destra”. E forse c’era qualcosa di vero, visto che lo stesso Baget Bozzo lo ammirò vedendo in lui una traduzione italiana del gollismo francese.

In realtà, riportando a sinistra valori come l’ordine, il patriottismo, l’efficienza dell’autorità di governo, Craxi riscopriva un socialismo pre-marxiano che non aveva ancora abbandonato quelle pulsioni naturalissime e universali nelle mani della destra. Come pure colmava un’antica falla del socialismo italiano, riuscendo a intercettare finalmente i ceti medi emergenti.

Si rassegnino, dunque, Franceschini e Melandri. I tempi del buonismo astratto, forse, stanno finendo davvero. Si impari che l’arte del governo è anzitutto assicurare protezione dalla violenza e dall’anarchia. E che non c’è diritto dove non c’è l’impero della legge, che del diritto è la concreta, unica dimensione politica.

 

Sergio Sammartino

da l’ “Avanti!” , 14 maggio 2009

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5 commenti »

  1. elisabetta catapane said

    Caro Sergio Si tratta di una riflessione attenta, analitica e puntuale della condizione sociale di oggi. condivido pienamente il fatto che non sia più tempo di ideologie astratte e buoniste, tanto per sentirsi accoglienti , carini, puri, simpatici. Oggi si tratta di fare delle scelte concrete e realistiche e ciò comporta l’avere il coraggio di guardarsi intorno, di vedere davvero quello che succede, di togliersi gli occhiali rosa e darsi da fare. Come contenere un’immigrazione massiccia e selvaggia senza che collassi l’intero sistema ? E’ come ospitare in un monolocale una famiglia di venti persone. Sarebbe possibile questo? Chiedetelo a chiunque e vi risponderebbe in maniera negativa. Ora, come è possibile accogliere centinaia di migliaia di disperati senza che vi sia un lavoro, un sistema che sorregga adeguatamente tale incremento demografico attraverso appunto il lavoro, le tasse che si devono pagare, i diritti e i doveri che si hanno vivendo in uno stato?
    Questo è realismo. Il realismo di chi paga le tasse, di chi lavora svegliandosi ogni mattina, di chi esprime in questo modo la vera solidarietà non avallando ne’ surrogando in alcun modo in maniera compiacente e falsamente accodiscendente una condizione di clandestinità che non può essere. La solidarietà è anche il regalo della consapevolezza da donare all’altro e non della ipocrita accettazione alla quale corrisponde invece una vita di stenti e di clandestinità cui gli immigrati sono condannati se non vengono rispettate le leggi.

  2. Caro Sammartino
    ho letto quanto sopra. Chiaramente un articolo é un articolo e non pretendo che ci sia tutto….ma é un valido spunto di riflessione e anche di informazione su ciò che di ‘altro’ sta accadendo, e non da un giorno, tra noi stessi in questo paese.
    Quindi vengo al sodo
    1-da decenni in tanti si cerca in questo paese (e anche nel resto del mondo per la verità, ma con risultati molto dversi da paese a paese) di centrare un dibattito sui modelli nuovi di visione del mondo. La politica ne consegue…e tra le altre cose si continua a vedere che qualsiasi visione riduzionista è destinata al fallimento e ancor più alla distruzione e decostruzione sia di ciò che di positivo possiamo portarci dietro che di quanto si sta cercando di costruire di profondamente nuovo.
    Non posso fare qui la storia..
    2- Due brevi riferimenti (ma poi chi vuole approfondire può andare a documentarsi, può scrivere e corrispondere anche qui o altrove):
    a)- vedi il breve documento emerso da un dibattito trasversale a diversi settori di pensiero-pratiche, al convegno di Padova del maggio 2001 (dove lo convocai avendo sentore – e analisi – di ciò che stava accadendo nel mondo) : per una nuopva coscienza planetaria. vai a http://www.celestinian-center.com alla sezione ‘TEMI FONDAMENTALI’ documento ‘costruiamo il futuro, per una nuova coscienza planetaria’ o ricopia e batti il link http://www.celestinian-center.com/portal/index.php?option=com_content&task=view&id=41&Itemid=62.
    b)-Sia lì che alla sezione ATTIVITA’ troverai in che termini si stanno svolgendo dibattito e pratiche su una via che anzitutto rifiuta il riduzionismo e propone una strada integrale che tiene conto della complessità-per i motivi già ivi riportati sinteticamente.Vedi ad esempio il testo di presentazione e conclusioni del convegno “Ambiente, Spiritualità, Società: il mondo a una svolta, che fare?” tenutosi a Roma nel 2006 e altri atti alla sezione o dal link direttamente http://www.celestinian-center.com/portal/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=4&id=29&Itemid=102.

    3) Non si possono ignorare i termini del dibattito che si sta svolgendo a livello mondiale e delle pratiche ben diverse, esperimenti e tentativi su cui bisogna in ogni caso informarsi, istruirsi, riflettere e trarne elementi di riflessione sia per una teoria della politica (ma prima della ‘realtà) sia per le pratiche da mettere in essere oggi e qui. o che si stanno ancora conducendo senza questi elementi di fatto e di teoria/analisi.
    Ho pubblicato sulla rivista Alba Magica “Integral Politics” di Ken Wilber e una sintesi dell’analisi di Ervin Laslo così come altri documenti di analisi – per esempio il Rapporto IONS 2007 e 2008 (Institute of Noetic Sciences-Istituto di Scienze Noetiche. California)

    Quindi:
    O si amplia anzitutto la visione con cui si discute – e ci si documenta sui fatti e sulle analisi, e si pratica conseguentemente – o non si ha speranza di uscirne neanche in termini di una discussione seria come mi pare dovrebbe essere almeno a questo punto visto che non lo si é voluto negli anni ’70-’80-’90 e sostanzialmente fino ad oggi.

    Ad esempio, e solo uno dei tanti esempi per non dilungarmi, i tentativi di persone come Bobbio (vedi Destra e Sinistra e altro..) sono oggi ripresi più da autori studiosi e ‘applicatori’ all’estero: lo stesso Ken Wilber ha dedicato importanti riflessioni in Integral Politics riprendendo Norberto Bobbio – o auguri a rtutti noi e via agli sfogatoi.
    Le documentazioni che ho pubblicato e continuo a pubblicare sono sempre disponibili come pure le pratiche…

    Un abbraccio sereno pur nel disastro e un invito alla meditazione ma anche alla documentazione pratica e ad affrontare apertamente i problemi nella complessità e con i metodi adatti che si presentano oggi sulla scena senza ignorarli o adottare ancora metodi riduzionisti.

    Buon anno e buona meditazione
    Eaco Cogliani

    eacus@iol.it
    http://www.celestinian-center.com
    Vedi indici Alba Magica al sito sezione ‘Alba Magica’

  3. Ciccheddhju said

    Condivido a pieno l’articolo sulla crisi strutturale della sinistra.

  4. Questo Coglia(o)ni è una dimostrazione di come si possa scrivere a sinistra senza dire alcunché di concreto. Si fanno i gargarismi con le solite parole (solidarietà, accoglienza, rispetto della diversità, etc.). Hanno sostituito Marx con una paccottiglia di termii tratti dal moralismo, nella totale nauseante confusione tra morale e diritto.

    • difesadellalingua said

      Caro Melis, ho spesso condiviso quel che Lei sostiene. Ma non credo si possa considerare Eaco Cogliani – così “semplicemente” – una persona “di Sinistra”, in quanto egli appartiene, anzi, a quella sfera meta-politica – o meglio sovra-politica – che è la cultura spiritualista esoterica. E se vi fossero in giro personcelle pronte a ridere di questa categoria, volgarmente detta della New Age, mi basta solo ricordare che alle spalle di essa c’è il pensiero di “gentarella” tipo Platone, Pitagora, Giordano Bruno, Leibniz, Schelling, Hegel, Emerson… a parte Budda, Krisna, Cristo…e mi fermo per non essere noiosamente enumerativo. In fondo – pur nel differente esito ideologico – a Cogliani potrei assimilarmi parecchio, visto che anch’io ho militato nella sinistra (nel PSI, per l’esattezza) e anch’io sono stato messo in crisi da quel meraviglioso”complicarsi” della visuale che segue le “scoperte” esoteriche, e non ti permette più di credere che basti correggere qualche meccanismo giuridico per migliorare la sorte degli uomini. Per questo oggi mi scopro sempre più spesso distante dall’ottimismo infantile che ancora anima le sinistre e sempre più spesso mi trovo sintonizzato su scelte opposte a quelle che la sinistra esprime. Devo aggiungere che la cruda ironia iniziale sul cognome di Eaco, in specie perché fatta sul mio blog (è come se lei avesse insultato un mio invitato in casa mia) non fa onore alla Sua coscienza e al Suo intelletto, pur così capace di pensieri contro-corrente. In omaggio a quest’ultimo pubblico lo stesso il SUo commento, ma La invito ad essere più prudente in futuro.

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