Archivio per Gennaio, 2009

Dio esiste?

SE DIO ESISTE

         Esiste un’associazione che si definisce degli “Atei e Razionalisti”. E’ un ossimoro; è  una contraddizione in termini: non c’è nulla di “razionale” nel negare che esista la Ragione nell’universo (il che è dimostrato di fatto dalla ragione che esiste in ognuno di noi), in specie oggi che la scienza ha spazzato via definitivamente il materialismo come base dell’universo. Quindi c’è pure una certa ignoranza in chi ancora si definisce materialista.

         Chi nega l’esistenza di Dio somiglia ad un tale che, argomentando sulla luce, accende una luce contro una lavagna per poi procedere alla stesura di una complessa serie di operazioni,  tese a dimostrare…che la luce non esiste.

         Per affermare che “Dio non esiste” ci vuole intelligenza. Ora, negare l’esistenza di Dio significa negare l’esistenza di un’intelligenza nel cosmo.

         Esiste intelligenza nel cosmo? Evidentemente sì: esiste, anzitutto, l’intelligenza di chi si pone questa domanda. Quell’intelligenza è parte del cosmo: è cosmo. Dunque, il cosmo è intelligente almeno quanto l’uomo, che è null’altro che un’espressione del cosmo.

         E’ poi facilissimo dimostrare che ci circonda un’intelligenza superiore alla nostra: le nostre stesse cellule epatiche, tanto per fare un esempio banalissimo, compiono operazioni talmente rapide e sottili di selezione ed analisi delle sostanze, che noi con la nostra mente cosciente, non saremmo in grado di compiere. Dunque, siamo “immersi” in un’intelligenza che costantemente e ininterrottamente “lavora” per sostenere l’ “esserci” della nostra personalità e manifestarla nella materia.

         Oggi abbiamo anche la possibilità di osservare la natura con occhio più profondo. Prendiamo, ad esempio, il falco pellegrino. Questo rapace ha, nelle zampe, posteriormente agli artigli, un sistema di rivestimento osseo fatto a cresta, similmente ai gradi di arresto di una sedia a sdraio. Questo meccanismo gli permette di “fissare” la presa su ciò che afferra, senza sforzo. Il falco pellegrino non ha mai “deciso” con la propria mente cosciente di fabbricarsi quel meccanismo, utile alla sua sopravvivenza; esso non saprebbe neppure comprendere quel meccanismo: un’Intelligenza superiore alla sua – nella quale esso è immerso – ha “costruito” quel meccanismo per garantire all’individuo una sopravvivenza più sicura.

         Il problema è che la parola “Dio” è una specie di supermetafora. 

         Bisognerebbe chiarire: l’esistenza di “che cosa” sta negando chi afferma che “Dio non esiste ”?

        Che significa “Dio”, per chi fa quest’affermazione? Se si vuole negare l’esistenza di un gigantesco vecchio barbuto, assiso su un trono, è facile trovarsi tutti d’accordo. In tal caso saremmo tutti facilmente “a-tei”.

         Se non che, la parola Dio viene da una radice indoeuropea (Jiv) che significa esattamente “il Principio” (o anche “la luce”). Gli antichi saggi, cioè, compresero che tutto ciò che si manifesta nel creato, doveva essere contenuto in nuce nel Principio. Questo principio è appunto il Jiv, “Dio”. Così anche l’intelligenza diffusa in ogni singola parte dell’universo, era contenuta nel Principio. Perciò il Principio è intelligente. Dirò di più: è intelligenza.

         Se assimiliamo questa idea, giungiamo a comprendere che Dio (il Jiv) non è neppure ponibile come problema: è un’evidenza.

         Tutto questo, per giunta, è anche oramai ampiamente accolto all’interno della Scienza. Che tutto ciò che è espresso debba essere contenuto nel Principio inespresso, è scientifico. Che l’Universo non sia una macchina inerte, ma una grande mente lo affermano i più grandi scienziati.

 

 

 

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